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Sabato 25 Marzo 2017

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Procura di Bologna apre un’inchiesta per incendi e firme ‘No tav’

Indagine coordinata dal procuratore capo Roberto Alfonso

Bologna, (askanews) – Stracci imbevuti di liquido infiammabile, quattro pozzetti per i cavi elettrici della rete ferroviaria danneggiati dalle fiamme e due scritte “no Tav” sul muretto accanto ai binari. E’ quanto è rimasto dell’incendio doloso all’altezza della stazione Santa Viola di Bologna. Non ci sono feriti, ma forti ripercussioni da Milano a Roma, con gravi disagi e ritardi per i viaggiatori. Tre sono i pozzetti dati a fuoco, un quarto è stato danneggiato dalle fiamme che si sono propagate fino a raggiungere i cavi dell’alta tensione.

La procura felsinea ha aperto un’inchiesta seguita dal procuratore capo Roberto Alfonso: vengono ipotizzati i reati di disastro ferroviario causato da danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. Al momento però non è contestata l’aggravante eversiva. Il ministro dei trasporti Lupi ha parlato di “attacco terroristico”, ma il premier Renzi, ha ridimensionato il fatto definendolo un atto di “sabotaggio”.

Secondo gli inquirenti, ci sarebbero analogie con quanto accaduto domenica scorsa a Firenze quando è stata incendiata una bottiglia con liquido infiammabile in un pozzetto della centralina elettrica vicino ai binari della ferrovia.

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