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Verdone: alla guida distrazioni mortali. Anch’io stavo sbagliando

"I giovani pensino di più, sono degli irresponsabili"

Roma, (askanews) – “Mettendosi in macchina bisogna mettersi subito la cintura, poi, mettere l’auricolare e non guidare con una mano che ha il cellulare, con un dito con cui hai la sigaretta e con due dita tieni il volante. Non si può guidare così perché non sei sveglio, non sei pronto a frenare, non senti nessuno, non senti il clacson. Ci sono mille distrazioni che possono essere mortali. Lo dico io che ho sbagliato in passato: stavo per sbagliare facendo del male a me stesso. Mi ha salvato il guard rail, io da quel giorno tento di evitare di rispondere al telefono e metto la cuffietta, come tutti fanno, perché non c’è niente di peggio degli sms mentre uno guida. Ormai è una tragica consuetudine”. Lo ha detto Carlo Verdone che ha partecipato alla presentazione a Roma della campagna della Fondazione Ania per la sicurezza stradale.

“La notte porta a ubriacarsi, ad assumere altre sostanze, a pesare che in fondo non c’è tutto questo traffico, ma inevitabilmente da qualche traversa c’è sempre qualche povero disgraziato che va in bicicletta, a piedi o con una macchina tranquilla, arriva e viene preso in pieno – ha detto ancora Verdone -. Non c’è lucidità la notte purtroppo. I giovani devono pensare un po’ di più alle conseguenze che provocano queste cose, invece non ci pensano, sono irresponsabili. Devono riflettere su chi lasciano, pensare a chi possono fare del male e a una vita che possono troncare da un momento all’altro, anche alla loro vita che a un certo punto ha uno stop”.

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