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Italicum e stabilità al voto Senato, Renzi avanti a tappe forzate

Incassare riforme e consolidare maggioranza per partita Colle

Roma, (askanews) – Con il Jobs act che ormai è legge l’attenzione del governo di Matteo Renzi si concentra sugli altri due capitoli aperti: legge elettorale e riforme costituzionali. E sul tavolo c’è anche la sessione di bilancio per l’approvazione entro fine anno della legge di stabilità, a partire dal 16 dicembre.

Per Renzi è una corsa contro il tempo per non intrecciare la partita delle riforme con quella della scelta del nuovo presidente della Repubblica. Sulla legge elettorale il premier ha rispedito al mittente la cosiddetta opzione Calderoli, cioé l’idea del senatore leghista di vincolare l’entrata in vigore dell’Italicum all’approvazione delle riforme costituzionali. Però ha rilanciato sul terreno della clausola di salvaguardia: l’Italicum non dovrà entrare in vigore prima del 1° gennaio 2016.

Sullo sfondo si staglia il difficile risiko per mettere insieme una maggioranza solida su un nome condiviso per il successore di Giorgio Napolitano. Silvio Berlusconi reclama un nome condiviso e soprattutto “non di sinistra”, i grillini vogliono “mettere a disposizione le quirinarie”.

Ma quello che si muove nella galassia cinque stelle potrebbe offrire ben altri motivi di soddisfazione al governo, inclusa la ribellione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti con la sua convention: occasione di contare presenti e assenti, idee e proposte, un termometro del malumore verso la la linea del ‘non dialoghiamo con nessuno’ di Grillo-Casaleggio.

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