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Giovedì 23 Marzo 2017

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Unicredit rilancia sull’Est, il business decolla dalla Bulgaria

A Sofia nuovo hub per imprese, obiettivo internazionalizzazione

Sofia (Askanews) – Ricomincio dall’Est, o meglio dalla Bulgaria. E’ un po’ l’idea di Unicredit per creare nuovo business e aiutare l’economia italiana a uscire dalla lunga recessione. Spingendo le piccole e medie imprese a internazionalizzarsi, per cercare nuovi mercati e spesso riuscire a sopravvivere. Come spiega l’amministratore delegato Federico Ghizzoni, nel nuovo international center della banca a Sofia: “E’ un paese che si pone come cerniera tra Europa e Asia. Geopoliticamente parlando, proprio a causa della crisi ucraina la Bulgaria sta diventando un paese molto importante, quasi strategico nelle relazioni tra Europa e Russia”.

Anche per questo è stato inaugurato a Sofia il primo business center per le aziende che vogliono entrare in Bulgaria e nei paesi balcanici, con spazi e strutture gratuite per chi cerca nuove opportunità. Un progetto curato da Michele Amadei, top manager della Bulbank, la banca bulgara di Unicredit che è anche il primo istituto del paese. “Abbiamo pensato di creare per i clienti uno spazio e uno strumento di marketing, in modo tale che possano sfruttare spazi e situazioni per promuovere i loro prodotti. La Bulgaria è vicina all’Italia, si possono spostare merci nel giro di 24 ore, non c’è volatilità di valuta, siamo in Europa e ha costi decisamente bassi rispetto all’Italia”.

Costa poco la manodopera, anche per i lavori qualificati, e la tassazione è al 10%. Vantaggi competitivi che hanno già attirato oltre mille aziende italiane. E sono diverse le storie di successo: in tanti casi la Bulgaria ha permesso di creare nuove attività e salvare la produzione in Italia. Come per la toscana Salvamed, che fa prodotti sanitari, e la piemontese Safil, specializzata nel tessile. “Le imprese italiane che possono trovare opportunità possono essere le piccole e medie imprese dei settori produttivi, dei servizi e dei trasporti. In particolare, possono trovare opportunità il settore delle costruzioni, il manifatturiero, la lavorazione delle materie prime e metalli, l’automotive”.

L’Italia è già uno dei principali partner commerciali dei paesi dell’Europa sud-orientale, con un export in crescita verso quota 14 miliardi. E la Bulgaria è uno dei paesi più promettenti per il futuro, anche perchè fino al 2020 riceverà fondi dall’Unione europea per oltre 14 miliardi di euro. Risorse che porteranno a nuovi investimenti e spazi per le imprese. “Normalmente vedo che le aziende che vengono qua, tra cui anche Italcementi, sono molto soddisfatte dell’investimento fatto. Il Centro-est Europa anche a fine 2013 è stato valutato come il quarto miglior mercato potenziale al mondo, dopo Cina, Usa e India. Quindi ha delle potenzialità ancora significative” .

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