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Afghanistan: vincere anche quando la guerra morde nella carne

Atlete di basket in sedia a rotelle nella finale di campionato

Kabul (TMNews) – L’Afghanistan che non si arrende. Sono rimaste mutilate agli arti inferiori, “malattia” endemica in un paese devastato da tre decenni di guerra ininterrotta e feroce. Ma lottano con rabbia e agonismo sotto canestro con l’entusiasmo dei professionisti normodotati. Nella finale di campionato la squadra di basket in sedia a rotelle di Mazar-e-Sharif ha battuto quella di Kabul. Ma non è il risultato sportivo che qui conta.

Nilofar Bayat, atleta della squadra del Kabul, aveva tre anni quando i talebani presero il potere. La scheggia rovente di un obice di mortaio finito nel cortile di casa l’ha ferita alla spalla e alla colonna vertebrale, lasciandola paralizzata e quasi morta. Ora la pratica sportiva le ha permesso di dimenticare, ogni tanto, quei momenti terribili.

“Giocare a basket è favoloso, quando gioco mi lascio tutto alle spalle perché giochiamo in gruppo e non mi sento più sola. Abbiamo una strategia e un obiettivo di squadra e per questo posso dimenticare tutto, quando gioco con la mia squadra”.

Emozioni e sensazioni condivise con Kamila Rahimi dell’équipe del Mazar-e-Sharif.

“Sono felice quando gioco con le mie compagne di squadra, rido con loro e quando ho il minimo problema lo condivido subito con loro. Mi sento davvero felice perché queste amiche sono tutta la mia vita. Ho la mia famiglia da una parte, le mie amiche dall’altra. Voglio molto bene alle mie amiche, mi hanno sempre aiutato”.

Lo sport e la gioia, una ricetta per battere anche la guerra. Anche in Afghanistan.

(Immagini Afp)

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