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Giovedì 23 Novembre 2017

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Crosetto (Aiad): l’aerospazio ha bisogno di scelte strategiche

Si deve trovare un assetto dell'industria della difesa in Europa

Roma, (Askanews) – L’aerospazio come eccellenza tecnologica da difendere, attraverso scelte politiche necessariamente strategiche perchè legate a programmi a lungo termine e guardando ad un nuovo assetto dell’industria della difesa in Europa. Guido Crosetto, recentemente nominato presidente dell’Aiad, l’associazione delle industrie della difesa, aerospazio e sicurezza italiane, fa il punto sullo stato di un settore che, da Finmeccanica alle pmi specializzate diffuse su tutto il territorio, resta un asset fondamentale del paese.

Presidente Crosetto, la crisi morde l’economia italiana. Quale è la situazione del comparto difesa e aerospazio?: “Ci sono programmi che vanno avanti da tempo, sono stati finanziati anni fa e questo ha consentito a una buona parte dell’industria, della sicurezza e dell’aerospazio italiano di sopravvivere anche in un momento di crisi generalizzata come negli altri comparti. Certo siamo arrivati al dunque nel senso che bisogna che lo Stato decida se questo settore continua ad essere importante anche per la capacità di detenere tecnologie rilevanti a livello mondiale”.

In che direzione ci si dovrebbe muovere sul fronte delle scelte strategiche?

“C’è la ricerca, lo sviluppo e la produzione e questo si fa partendo prima e decidendo gli scenari strategici come stanno facendo altri paesi europei”.

Industria e politica allora devono necessariamente convergere su scelte condivise e di lunga gittata:

“E’ un settore anomalo perchè ha necessità di un confronto continuo con lo Stato, con il paese”.

Si spinge in maniera bipartisan in tal senso per centralizzare le scelte politiche su una cabina di regia a Palazzo Chigi:

“Le scelte sul futuro stategico del paese dipendono da chi governa in quel momento, che si chiami Renzi, Berlusconi o pinco pallino chi governa deve in qualche modo imprimere la sua visione strategica al futuro del Paese”.

Dalla regia nazionale ai temi, pressanti, della sicurezza in Europa. L’industria di settore come si muoverà nei prossimi anni? E gli Usa sono sempre il partner di riferimento?

“Sono un partner, non potranno più essere il partner di riferimento perchè c’è una cosa che si chiama Europa che se esiste necessariamente dovrà essere il primo interlocutore e necessariamente dovrà trovarsi un assetto dell’industria della difesa in Europa e se sarà così gli Usa diventeranno di secondo livello rispetto ad una politica degli investimenti della difesa che diventerebbe europea”.

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