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Anarchici cinesi, il punk per esprimere rabbia contro il sistema

La musica strumento per diffondere messaggi 'sovversivi'

Roma, (TMNews) – Anarchici in Cina. In un Paese che reprime le voci dissidenti, il punk offre un raro spazio di espressione sovversiva.

Riuniti in occasione del festival a Pechino, fan e musicisti fanno esplodere la loro rabbia. Come Shan Lin, un ragazzo punk che utilizza la musica per diffondere i suoi messaggi:

“Il sistema di questo paese è completamente sbagliato. Da noi è proibita la musica punk, e questa è una sciocchezza”.

Alcuni gruppi musicali sono stati costretti a ricorrere all’inglese per le parole più ‘sovversive’. Altri hanno utilizzato degli acronimi per camuffare i loro ritornelli che attaccano il partito comunista cinese.

“Le mie canzoni parlano del governo che orchestra sgomberi forzati in tutto il Paese – dice Lei Jun – le persone vengono licenziate, molti si suicidano e altri si danno fuoco. E il governo se ne infischia, il sistema educativo è povero e trasforma i giovani in robot che devono lavorare come macchine”.

Il movimento dei Punk è arrivato in Cina negli anni Novanta, all’indomani delle manifestazioni studentesche del 1989.

Immagini: Afp

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