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Domenica 23 Luglio 2017

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Moda e ambiente, da 6 aziende italiane no alle sostanze tossiche

Gruppi tessili come Miroglio aderiscono a campagna Greenpeace

Milano (TMNews) – Una moda libera da sostanze pericolose per la salute. La sfida lanciata da Greenpeace ai più importanti marchi internazionali con la campagna #TheFashionDuel, che coinvolge brand del calibro di Valentino fashion group e Benetton, raccoglie nuove adesioni. 6 importanti aziende italiane del comparto tessile si impegnano a produrre tessuti e accessori liberi da sostanze tossiche: Miroglio, Berbrand, Tessitura Attilio Imperiali, Italdenim, Besani e Zip. Miroglio textile ha investito 15 milioni di euro in pochi anni in tecnologia: l’ad Andrea Ferrero: “Abbiamo cambiato i parametri della stampa passando dalla tradizionale stampa con cilindro a rotativa a un sistema innovativo, la stampa inkjet a barra fissa. Abbiamo l’ambizione di arrivare a un processo produttivo privo di acqua”.Un modo per rendere le aziende più competitive a livello globale, riducendo impatto ambientale e costi energetici e allo stesso tempo dando al cliente un prodotto dal valore aggiunto a un costo accettabile. Luigi Caccia, presidente di Italdenim. “Abbiamo speso oltre 30 milioni di euro per costruire un’azienda tessile sostenibile in ogni passaggio”.Queste aziende hanno già eliminato dai processi produttivi 8 delle sostanze chimiche bandite da Greenpeace. Chiara Campione, responsabile della campagna per l’Italia: “L’impegno detox ha un impatto diretto su 70 milioni di articoli”. Greenpeace invita i grandi marchi che ancora mancano all’appello ad aderire alla campagna detox dell’associazione.

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