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Mercoledì 29 Marzo 2017

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#Arrivo Arrivo, in libreria l’ascesa di @matteorenzi via Twitter

Co-autore Roberto Tallei: rischio è interattività, ma sa gestirla

Roma (TMNews) – E’ nelle librerie “#Arrivo Arrivo” (Fazi Editore), il libro dei giornalisti Matteo Grandi e Roberto Tallei che racconta la “corsa di @matteorenzi da Twitter a Palazzo Chigi”. In poco tempo, Renzi ha rivoluzionato la comunicazione politica italiana e la sua ascesa è stata caratterizzata da un uso innovativo quanto compulsivo di Twitter. Roberto Tallei: “La grossa differenza è che oggi è una comunicazione quella 2.0, quella social: bidirezionale, interattiva, molto più varia, molto più spontanea e necessariamente oggi ha mandato in pensione quel vecchio modo di fare comunicazione politica che non è più credibile”. Conciso, spontaneo, ironico, interattivo e a volte anche sfrontato: Matteo Renzi, il premier europeo con maggior numero di follower, dal 2009 ha saputo potenziare il suo linguaggio sui social, traendone un grande vantaggio in popolarità. Ma non senza qualche rischio: “Bisogna saper gestire anche le critiche e gli insulti, lui in genere lo fa molto bene, o ignorandole, o, molto spesso, rispondendo a tono o in maniera ironia, in modo da azzerare l’avversario”. A dare il titolo al libro è “Arrivo, arrivo!”, il tweet di Matteo Renzi durante il lungo colloquio con Napolitano al Quirinale per la presentazione della lista dei ministri. Un cinguettio che ha rotto ogni tabù istituzionale e che è ben distante da una comunicazione politica superficiale. Secondo il giornalista Tallei: “Diciamo che innanzitutto un tweet non è così superficiale, semplice e sintetico come si pensa, perché lancia dei temi, l’hashtag #laScuolaPrimaDiTutto ad esempio mette delle priorità, sono come dei capitoli, si arricchiscono i tweet con i link, con le interazione, con le menzioni, con i retweet. Quindi innanzitutto è molto di più di quello che sembra in 140 caratteri. Certo è comunicazione – ha concluso l’autore – poi alla comunicazione in politica seguono i fatti questo tocca agli elettori valutare la congruenza tra la comunicazione e i fatti”.

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