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A Cocullo la Festa dei serpari, antico esorcismo contro i veleni

Un rito antico dell'Appennino in onore di san Domenico abate

Milano, 2 mag. (TMNews) – Una processione millenaria per esorcizzare un timore altrettanto antico. A Cocullo, comune della Comunità montana Peligna in provincia dell’Aquila, nell’Appennino abruzzese, la Festa dei serpari si svolge ogni anno il 1 maggio a partire dal 2012, prima aveva luogo il primo giovedì del mese.La manifestazione e la processione che ne consegue si svolge in onore di san Domenico abate, particolarmente venerato a Cocullo dove sono conservate due reliquie del santo: un molare e un ferro della sua mula.Secondo la tradizione, il santo si sarebbe strappato il dente donandolo alla popolazione suscitando una fede che andò a sostituire l’antico culto pagano della dea Angizia, divinità adorata dai Marsi, antica popolazione abruzzese, associata al culto dei serpenti, spesso collegati alle arti mediche. A leii Marsi attribuivano infatti la conoscenza dell’uso delle erbe curative, specie quelle contro i morsi dei serpenti.Il dente di san Domenico abate, con una chiara allusione al dente avvelenatore del serpente, soppiantò l’antico culto innestando una nuova matrice cristiana.La prima fase della festa consiste nella cattura dei serpenti, tutti non velenosi, che vengono raccolti dai “serpari” al primo sciogliersi della neve.Poi, a mezzogiorno inizia la processione della statua del santo brulicante delle serpi catturate nei giorni precedenti. Si parte dalla chiesa di San Domenico per poi proseguire nelle stradine del centro storico. Al termine della festa, i rettili vengono di nuovo rilasciati dai serpari nell’ambiente.(Immagini Afp)

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