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Domenica 26 Marzo 2017

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L’ odissea dei 500 lavoratori della Bat di Lecce

Un'interrogazione chiede l'intervento del ministero Sviluppo

Torna d’attualità la vicenda della British American Tobacco (Bat), la multinazionale che nel 2010 ha chiuso uno stabilimento a Lecce con 500 lavoratori dando circa14 milioni a tre imprese locali per ricollocarli. Ma i lavoratori non sono stati ricollocati, gli stabilimenti che dovevano accoglierli sono rimasti vuoti e ora la Cassa integrazione si sta esaurendo. L’onorevole Teresa Bellanova ha presentato un’interrogazione al governo. “La Bat, l’azienda che ha fatto questa operazione di delocalizzazione – dice l’ion Bellanova – ha dato una quantità notevole di risorse a tre aziende che avrebbero dovuto riassumere i 500 lavoratori, ma queste risorse sono servite soltanto ad ammorbidire le reazioni dei lavoratori e far passare il tempo necessario affinchè non avessero più pretese nei confronti della stessa Bat. Io non intendo abbandonare questi lavoratori al loro destino e continuo a chiedere la convocazione di un tavalo al Ministero dello Sviluppo con la Bat per saper perchè ha sperperato tante risorse”. “Le iniziative che stiamo adottando in questo momento -dice Fernando Vergine, sindacalista della Cisal di Lecce – sono l’apertura di una tavolo alla Provincia di Lecce il cui presidente si sta sdoperando per far intervenire la task force regionale: quindi dovremo essere presto ricevuti dalla Regione Puglia. Il nostro obbiettivo è quello di trasferire l’intera vicenda su tavoli istituzionali abbastanza importanti”.

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