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Lunedì 26 Giugno 2017

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Imprenditore anti racket: io vittima della mafia lasciato solo

Rosario Puglia chiede aiuto alle istituzioni

Linguaglossa (TMNews) – “Un certo giorno decisi che non era il caso di vivere ancora in quel modo, perché mi sentivo un vigliacco e decisi di denunciare tutti”.A parlare è Rosario Puglia, imprenditore vinicolo di Linguaglossa, che dal 2008 anno in cui ha deciso di riacquistare i vigneti di famiglia dando vita alle cantine “Don Saro”, continua a subire intimidazioni malavitose, nonostante le sue pesanti denunce: “In riferimento all’ultimo evento che mi è accaduto è chiaro che queste persone mi seguono, perché sanno esattamente i miei spostamenti e mi hanno colto in un posto che non era né casa mia né la mia azienda”.Nonostante tutto continua la sua battaglia contro il racket. “Io oggi non ho paura, perché nella vita, ogni cosa è destino, si nasce e si muore e la morte non la possiamo prevedere, deve arrivare, comunque arrivi, io se dovesse succedere questo sarò morto per una causa giusta”.Altri cittadini hanno subito attentati simili, come Franesco Ragusa che dal 2007 si è visto bruciare cinque pullmann e non è stato mai risarcito: “Le indagini si chiudono tutte le volte contro ignoti, mi pare che ci sia uno scarso interesse da parte delle istituzioni”.I due amici di Linguaglossa vittime della mafia cercano di fare fronte comune e chiedono attenzione da parte delle istituzioni: “Io per avere la tutela e l’aiuto dello Stato devo lottare contro lo Stato, non ha senso”.

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