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Giovedì 29 Giugno 2017

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La parentela è il motore della latitanza di Messina Denaro

Procuratore aggiunto Palermo: "La sorella comandava con durezza"

Palermo, (TMNews) – La parentela è il motore della latitanza di Matteo Messina Denaro. Ne sono convinti gli inquirenti che hanno inferto un durissimo colpo al clan mafioso con l’arresto di una trentina di persone che hanno garantito la latitanza del boss. Tra queste ci sono Anna Patrizia, sorella del numero uno di Cosa nostra, il nipote Francesco Guttadauro, e i cugini Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa e Mario Messina Denaro. Per il procuratore aggiunto di Palermo Maria Teresa Principato l’indagine non finisce qui. “Il suo ambiente e i suoi punti di riferimento sono notevoli, e non sono certo finiti qua, così come la nostra opera non finisce qua”.Dalle indagini è emerso che Anna Patrizia Messina Denaro è una donna molto forte, che da sola è stata in grado di commettere le estorsioni con durezza, facendosi forte del suo nome. “Diciamo che la sorella è in grado di gestire un ruolo tradizionalmente rivestito da un maschio in linea retta nelle organizzazioni mafiose, ma questo non significa che non ci siano altri uomini di prendere il posto di Matteo Messina Denaro”. “Trapani è ancora un territorio a forte vocazione imprenditoriale, con una mafia che ha una struttura verticistica indiscutibile. Messina Denaro non c’è, è latitante, però di lui si parla sempre” ha concluso il procuratore.

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