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Lunedì 20 Novembre 2017

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Saponara, due anni dopo: “Territorio mai messo in sicurezza”

Fondi bloccati, torrenti da ripulire e il dramma degli sfollati

Saponara (Messina) – Torrenti che non sono mai stati ripuliti, montagne a rischio frana e una messa in sicurezza del territorio che non è mai avvenuta. Due anni dopo l’alluvione che causò la perdita di tre vite umane a Saponara non è cambiato nulla come spiega Nadia Luciano, presidente del Comitato per la Ricostruzione di Saponara: “Sono stati stanziati circa 30 milioni di euro che ad oggi ancora sono nelle casse del governo centrale”A denunciare questo stato totale di abbandono c’è anche il papà di Luca Vinci, il piccolo di 10 anni morto nella frazione di Scarcelli. Ogni volta che piove torna la paura così come nei giorni dell’alluvione in Sardegna: “Anche noi qui a Sud, in Sicilia facciamo parte dell’Italia.Abbiamo provato di nuovo quelle sensazioni là. Noi capiamo purtroppo cosa si prova in quelle circostanze. “In 24 comuni del Messinese colpiti dall’alluvione del 2009 ci sono ancora 440 sfollati. La ricostruzione qui non è mai cominciata: “Come si fa a costruire un futuro per i giovani, assolutamente non si può costruire”. “Casa dei miei è ancora invasa dalle montagne, non ci sono risposte, stiamo perdendo le speranze”. “Io a quest’ora non c’ero più, quindi per me è stato un miracolo di Dio”.A Saponara il fango è diventato come il cemento e sopra l’erba continua a crescere.

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