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Fuga dal Pdl: Alfano dopo Fini, come ti mollo Berlusconi

Prove da leader per (l'ex) delfino del Cavaliere

Milano, (TMNews) – Il primo a voltare pubblicamente le spalle a Silvio Berlusconi fu Gianfranco Fini, che nella direzione a porte aperte del Popolo della Libertà nell’aprile del 2010 alzò l’indice contro il leader azzurro e tuonò “Che fai mi cacci?”.La riedizione della fuga dalla casa del Pdl, tre anni dopo, porta il nome e la faccia di Angelino Alfano. Lui, agrigentino sulla soglia dei 43 anni, è stato il primo segretario del Pdl eletto per acclamazione, proprio su volere di Berlusconi. Ma le cronache politiche annoverano un attestato non proprio di fiducia nei suoi confronti da parte del Cavaliere: “Non ha il quid per fare il premier” avrebbe detto di Alfano alla vigilia delle politiche del 2013. Il Cavaliere allora smentì ma resta un fatto che le primarie volute da Angelino non si fecero e il candidato fu di nuovo Silvio Berlusconi. Il delfino del Cavaliere, che nel 1994 ebbe un “innamoramento da tubo catodico” per Berlusconi, più volte è sembrato sull’orlo del fallimento politico, all’ombra del suo Pigmalione. Che pure lo volle ministro della Giustizia nel suo quarto governo. Quell’esperienza terminò bruscamente nel 2011 con l’arrivo di Monti. Ma nell’aprile 2013 entra in quota Pdl nel governo delle larghe intese di Enrico Letta: è vicepremier e ministro dell’Interno. L’esperienza a Palazzo Chigi cementa i rapporti tra i due 40enni della politica italiana: e la difesa di Letta per l’ex Guardasigilli nel caso kazako ne è la prova. Una fiducia che nel momento più critico dell’esecutivo ricambia, consumando lo strappo con suo leader politico. Alfano prova a fare il leader, ma per qualcuno è solo un traditore.

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