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Mozzarella bufala, analisi del Dna per evitare truffe alimentari

La Campania vara il nuovo sistema di tracciabilità

Napoli, (TMNews) – Come distinguere il latte di bufala egiziano da quello campano? Per rispondere a questa domanda e dare ai consumatori la certezza di mangiare mozzarella di bufala campana Dop la Regione Campania ha messo a punto un nuovo sistema di tracciabilità della filiera bufalina. Due i punti cardine del programma: la comparazione genetica delle bufale e un sistema informatico di controllo della produzione.Nel primo caso grazie alla lavoro dell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno verrà creato un database con il Dna delle bufale dei principali Paesi allevatori, come Romania ed Europa dell’Est, Egitto, Sud America e Afghanistan. Attraverso la successiva comparazione dei Dna si potrà capire se il latte utilizzato per la mozzarella coincide con le caratterisitche genetiche della bufala mediterranea, tipica di Campania, basso Lazio, Puglia e Molise.L’altro passaggio invece è a carico dei produttori che, su base volontaria, dovranno dichiarare, on line, quanto latte producono e a quale caseificio lo vendono. In questo modo la Campania, che alleva oltre 279mila capi, il 74% nazionale, punta a tutelare uno dei fiori all’occhiello della propria economia garantendo sicurezza alimentare ai consumatori.Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania:”E’ evidente che la mozzarella di bufala è campana”.Il prossimo obiettivo è rendere obbligatorio per legge il sistema di tracciabilità. Ma questo può farlo solo il ministero delle Politiche agricole. Considerate le origini del ministro Nunzia De Girolamo, non è detto che le speranze non si facciano concrete.

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