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La tragedia di Venice Beach, i testimoni: “L’ha fatto apposta”

" partito come un razzo, aveva intenzione di uccidere qualcuno"

Los angeles (TMNews) – Un uomo entra nella sua auto, indugia qualche secondo e poi parte a razzo; nel giro di qualche secondo si consuma la tragedia. La vettura piomba a folle velocità sui passanti che camminano sul marciapiede della spiaggia di Venice Beach, vicino a Los Angeles. Nello schianto perde la vita una donna italiana in viaggio di nozze, la 32enne bolognese Alice Gruppioni, figlia di Valerio, imprenditore ed ex vicepresidente del Bologna Calcio. Ferito come altre 10 persone, il marito, Christian Casadei, di Cesena. I testimoni, increduli e sotto shock, ipotizzano un gesto volontario.”Aveva appena iniziato a guidare e ha svoltato a sinistra – spiega quest’uomo – poi è arrivato sulla folla scaraventando corpi per aria ovunque, c’era gente che urlava. stato il caos generale”. “Sembrerebbe che il guidatore si sia lanciato sulla folla a tutta velocità intenzionalmente”, dice questa ragazza.”Sì, è vero – aggiunge un’altra testimone – sembrava seguire una traiettoria intenzionale, per colpire quanta più gente possibile”.L’auto – conclude questo ragazzo – è partita facendo stridere le gomme. Quello lì era alla ricerca di sangue; è partito per ammazzare qualcuno”.Alla guida dell’auto pirata c’era un uomo di 38 anni, Nathan Campbell, che è fuggito dal luogo dell’investimento ma poco dopo si è consegnato alla polizia e attualmente è detenuto con l’accusa di omicidio colposo. La cauzione è stata fissata in un milione di dollari. Ancora non è chiaro se lo abbia fatto davvero apposta o abbia perso il controllo della vettura. Fatto sta che, secondo alcune testimonianze, agli agenti che lo hanno arrestato Campbell avrebbe dichiarato: “Non so perché l’ho fatto”.

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