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Giovedì 23 Novembre 2017

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Fiat, Landini a Pomigliano: protesta contro riapertura del sabato

Il leader Fiom: clima di terrore, si può bloccare la produzione

Pomigliano d’Arco (TMNews) – Presidi davanti ai cancelli, forze dell’ordine in assetto antisommossa, tentativi di dissuadere gli operai dall’entrare al lavoro: era questa l’aria che tirava all’alba di sabato 22 giugno davanti agli stabilimenti Fiat di Pomigliano d’Arco, nel Napoletano, per il secondo sabato di recupero produttivo voluto dall’azienda per far fronte a un picco produttivo, senza dover richiamare al lavoro i cassintegrati. Tra i manifestanti c’era anche il leader della Fiom, Maurizio Landini.”Il clima che c’è dentro la fabbrica – spiega – è un clima da caserma, di ricatto continuo. Non c’è libertà d’azione delle persone e credo che l’iniziativa di oggi dimostri che è possibile ripartire e ricominciare”.La Fiom e i rappresentanti dello Slai-Cobas e dei Centri Sociali che hanno organizzato la protesta sono contrari ai turni di straordinari nel fine settimana e hanno presidiato il piazzale antistante lo stabilimento di Pomigliano per tutta la notte.”Siamo qui – conclude Landini – per rivendicare il diritto al lavoro e che tutti debbano rientrare a lavorare e diciamo ai lavoratori che non devono accettare le provocazioni della Fiat e la logica che vuole contrapporre i diritti tra le persone”.Abbiamo dimostrato, ha aggiunto il sindacalista, che si può bloccare la produzione. Bisogna avere coraggio e dignità, questa è la strada da percorrere.

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