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Lunedì 27 Marzo 2017

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Dopo 15 anni gli americani tornano a gustare i salumi italiani

Cade barriera doganale su insaccati a breve stagionatura

Milano, (TMNews) – Di questi tempi sentire un imprenditore spendere parole ottimiste sul futuro è cosa rara. Eppure tra i produttori di salumi italiani, il sentimento è diffuso. Merito dell’export, e soprattutto di un nuovo grande mercato che spalanca ora, dopo 15 anni, le sue porte agli insaccati made in Italy. Come conferma Nicola Levoni, presidente dell’Istututo salumi italiani tutelati:”Le esportazioni sono il traino dello sviluppo positivo delle nostre produzioni”.L’export ora riceve nuova linfa dall’apertura del mercato statunitente che può finalmente importare salumi a breve stagionatura da Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano: l’autorità americana che vigila sulle carni e le conserve ha considerato decaduto il pericolo di malattia vescicolare dei nostri maiali.”Il traguardo è il 28 di maggio ma dopo ci sono le parti sanitarie da mettere a posto per arrivare a soddisfare i palati dei consumatori americani”.Cade, dunque, una barriera doganale non tariffaria che ci aveva precluso il mercato americano. Barriere come queste secondo l’Assica ogni anno si traducono in almeno 250 milioni di mancati guadagni. Senza contare i danni inferti al settore alimentare dalla contraffazione straniera, con il cosiddetto fenomeno dell’italian sounding. Ma se su questo versante la battaglia è ancora lunga, nonostante gli investimenti in comunicazione delle aziende, sul primo qualche motivo di ottimismo c’è.

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