Header Top
Logo
Martedì 27 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Identikit governo Letta: 7 donne, un ministro di colore e no big

VIDEO
colonna Sinistra

Identikit governo Letta: 7 donne, un ministro di colore e no big

L'età media è scesa a 53 anni

Roma, (TMNews) – L’età media è scesa a 53 anni, undici in meno dell’esecutivo Monti. Il 30% dei ministri sono donne. Sulla poltrona del dicastero per l’integrazione c’è, per la prima volta, una signora di colore. Il neonato governo Letta si presenta al Paese con una serie di primati. Il suo presidente sembra aver voluto seguire l’indirizzo del Capo dello Stato che lo ha scelto all’età di 47 anni come guida del nuovo governo. La maglia rosa di ministro più giovane va a Nunzia De Girolamo, 37 anni del Pdl, nuovo Ministro per l’agricoltura. Il più anziano è Fabrizio Saccomanni, classe ’42, un tecnico al ministero dell’Economia. C’è anche una campionessa olimpica, la bersaniana Iosefa Idem, che, ca va san dire, va al ministero dello Sport. E un ministro che con il suo record personale di nove figli, ha ricevuto l’incarico proprio nel giorno del suo compleanno: è Graziano Delrio, renziano, andato agli Affari regionaliMa le novità non sono solo nell’anagrafica dei ministri. Come ha sottolineato Napolitano questo è un governo “tutto politico”, per quanto non sia il risultato del voto del 25 febbraio. E’ quello che si chiama un governo di “larghe intese”: al suo interno 9 ministri sono del Pd, 5 del Pdl e 2 di Scelta civica. Le intese, per la verità, non sono state così larghe da abbracciare il M5S, Sel e la Lega che mai avrebbe voluto un medico di origini congolesi all’integrazione. C’è poi un altro partito di peso, quello dei cosiddetti saggi. Ce ne sono 4 della squadra scelta da Napolitano per definire l’agenda del Paese: Giovannini al ministero del Lavoro, Quagliariello alle Riforme istituzionali, Mauro alla Difesa e Moavero agli Affari europei. Ma quello che più si fa notare in questa compagine di governo è un’assenza, l’assenza dei big dei partiti. Fuori i D’Alema, i Berlusconi, i Brunetta, solo per citare alcuni dei nomi circolati nei giorni del totoministri. La scena questa volta è per i numeri due che ci provano laddove i numeri uno hanno fallito.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
VIDEO CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su