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Cgil Campania: sanatoria immigrati flop, operai assunti come colf

"Molti datori di lavoro fanno pagare contributi a stranieri"

Napoli (TMNews) – “Un’occasione mancata, è stata tra virgolette una sanatoria flop, fallita”. Una sanatoria che è stata un fallimento, dato che solo 120mila immigrati sono stati regolarizzati, contro i 400-500mila lavoratori regolari stimati in Italia. Quaddorah Jamal, responsabile immigrazione della Cgil Campania, fa un bilancio sul decreto del governo per mettere in regola gli immigrati e denuncia: il 90% viene registrato come colf e badante, anche se fa un altro mestiere.”Moltissimi immigrati che lavoravano ai cantieri, nell’agricoltura, nell’autolavaggio sono stati regolarizzati come colf e badanti: sono soprattutto marocchini e del Bangladesh che tradizionalmente non fanno il lavoro di cura”.Il sindacalista punta il dito contro i datori di lavoro, che hanno sfruttato qualche trucco o addirittura licenziato i dipendenti pur di non pagare per metterli in regola.”Hanno fatto pagare agli immigrati questi contributi, sia i mille euro forfettari per la regolarizzazione sia i sei mesi”.Mettere in regola una badante costa molto di meno di un operaio edile, un cameriere o un bracciante: per una colf che lavora part-time o per una badante si spendono tra i 1.600 e i 2.000 euro, il ticket forfettario di 1.000 richiesto dalla legge più i contributi degli ultimi sei mesi. Per un muratore di quarto livello o un bracciante agricolo si superano i quattromila euro.

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