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Giovedì 23 Novembre 2017

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Andreotti, il Divo simbolo della storia della Repubblica – Scheda

Il senatore nato a Rina uk 14 gennao del 1919

Roma (TMNews) – “Il potere logora chi non ce l’ha”. racchiusa in questo motto, una delle sue frasi più famose, la vita di Giulio Andreotti, iniziata il 14 gennaio del 1919 a Roma. Protagonista della vita politica italiana dal 1945, nella Democrazia Cristiana, è stato nell’Assemblea Costituente e in Parlamento, dal 1948 deputato e dal 1991 senatore a vita, sette volte presidente del Consiglio, ministro, tra gli altri, di Difesa, Esteri, Finanze, Tesoro e Interno. Solo su uno scranno non gli è mai riuscito di sedere: quello del Quirinale.Dopo la Seconda guerra mondiale il cardinale Montini lo promuove presso Alcide De Gasperi: così diventa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. La sua figura politica attraversa la storia italiana, dal boom economico degli anni ’60 alla Seconda Repubblica, passando per gli anni di piombo e Mani Pulite, da cui Andreotti esce colpito ma di striscio, come lui stesso ricordava. Anche i detrattori gli riconoscono la capacità di sopravvivere a scandali, accuse, processi. Supera anche il confronto con i magistrati di Palermo, che lo rinviarono a giudizio per i rapporti presunti con Totò Riina e Cosa Nostra.Ma per capire l’Andreotti politico bisogna capire l’uomo. Calmo, meticoloso, pignolo, dalla straordinaria memoria e dai molti soprannomi: la sfinge, Belzebù, il papa nero, il Divo Giulio, come l’omonimo film di Paolo Sorrentino. Proprio una delle scene iniziali è l’emblema dell’uomo Andreotti: chino sulla scrivania, con la testa circondata da spilloni da agopuntura per lenire i dolori dell’emicrania che storicamente lo affligge. Una costante di vita alla pari del potere.

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