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Ecomafie, in Piemonte cemento e rifiuti settori trainanti

Rapporto 2012 di Legambiente: interessi su grandi opere

Torino, (TMNews) – Un fenomeno che non riguarda più solo il Sud Italia, ma che ormai ha radici profonde anche al Nord: è l’illegalità ambientale secondo il Rapporto Ecomafie 2012 di Legambiente. Nel 2011 sono stati scoperti 33.817 reati ambientali, il 9,7% in più del 2010: aumentano i reati contro il patrimonio faunistico, gli incendi boschivi, i furti di opere d’arte e beni archeologici. Nei primi sei mesi del 2012 sono state 18 le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose: in Piemonte i consigli comunali di Leinì e Rivarolo Canavese, quello di Chivasso è sotto osservazione. Cemento e rifiuti si confermano settori trainanti per l’ecocriminalità nella regione. Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Le mafie e la criminalità hanno interesse dove ci sono i grandi affari, quindi le grandi opere: al Nord parliamo di Expo 2015 ma anche alle linee costruite sull’Alta velocità”.Secondo Roberto Tricarico, presidente della commissione antimafia del Comune di Torino, c’è bisogno di far crescere la consapevolezza nella società civile: “Io penso che la cosa importante sia l’ascolto, anche dei lavoratori nei cantieri, dove possono emergere notizie utili: l’importante e non ritenere, come fanno molte società attraverso i loro amministratori delegati, che sia compito solo della magistratura e delle forze dell’ordine”.

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