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Trattativa Stato-mafia, Napolitano: intervenga la Consulta

Conflitto attribuzione. S. Borsellino: attentato a Costituzione

Milano, (TMNews) – E’ dovere del Presidente della Repubblica difendere le facoltà che la Costituzione gli attribuisce: con questa motivazione Giorgio Napolitano ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo per le intercettazioni di alcune sue conversazioni nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. Il dovere del Presidente, dice un comunicato del Quirinale, è “evitare che si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.La decisione di Napolitano ha scatenato la dura reazione di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia esattamente 20 anni fa: la definisce “un’incredibile iniziativa” che “punta a condizionare le indagini”. “In questo caso si tratta di un attentato alla Costituzione e della necessità di una sua messa in stato di accusa. Si tratta della reazione di un uomo disperato che sa che se le intercettazioni venissero alla luce non avrebbe altra possibilità che dimettersi”.Il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo ha spiegato che “si tratta di un’intercettazione occasionale, un fatto imprevedibile che sfugge alla normativa in esame. Le norme messe a tutela del Presidente della Repubblica riguardo a un’attività diretta a limitare le sue prerogative sono state rispettate”.

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