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Napoli, tre omicidi in poche ore: la città ripiomba nel terrore

De Magistris chiede aiuto al governo: servono maggiori interventi

Napoli (TMNews) – Tre omicidi in poche ore e a Napoli torna l’incubo violenza. L’ultimo a essere ucciso in ordine di tempo è stato il titolare di un bar di Casoria, alle porte del capoluogo partenopeo, freddato, forse per errore, mentre apriva il suo locale. La vittima è il 42enne Andrea Nolino, incensurato, trucidato da 2 killer in moto e a volto coperto. L’escalation di violenza nel napoletano è cominciata 12 ore prima: nella serata del 25 giugno il 21enne Giuseppe Sannino (già noto alle forze dell’ordine anche se non risulterebbe affiliato a clan camorristici) è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Il suo cadavere, poi, è stato scaricato da un’auto nei pressi di Villa Betania, ospedale evangelico del quartiere Ponticelli, zona orientale della città. Solo poche ore dopo, un pregiudicato di appena 18 anni, Marco Riccio, con precendenti per droga e ropine e considerato vicino al clan Magnetti di Secondigliano, è stato freddato a colpi d’arma da fuoco poco lontano da una caserma dei carabinieri. Per gli investigatori le modalità dell’omicidio fanno pensare a un regolamento di conti tra fazioni camorristiche contrapposte oppure a un'”epurazione” interna allo stesso clan. Mentre procedono le indagini su questi fatti di sangue, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ha chiesto al governo maggiori interventi di natura politico-economica per scongiurare un nuovo clima di terrore. “Non sono preoccupato solo dalla camorra visibile e di sangue – ha detto il primo cittadino – ma anche di quella dei ‘colletti bianchi’, che colludono con la politica e con l’economia”.

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