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Lunedì 26 Giugno 2017

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Tentato suicidio a Napoli, gravissimo imprenditore di 72 anni

Parla il figlio: non tollerava la situazione, vittima di errori

Napoli, (TMNews) – Lotta tra la vita e la morte Pietro Paganelli, l’artigiano 72 enne che domenica a Napoli si è sparato un colpo di pistola alla tempia dopo aver appreso che la casa era stata ipotecata da Equitalia per una somma di 11mila euro e il fermo amministrativo per la sua vecchia Seicento. Attorno a lui all’ospedale “Loreto Mare” si sono stretti i familiari. Il figlio Sergio spiega che il debito era nato per un errore della società di riscossione. “Il 90% è un errore dello stato, poi sicuramente c’è qualche dimenticanza. Però è un accumulo che una persona di 72 non poteva avere e non poteva sopportare. Come famiglia non accettavamo il debito, per lui avere un debito anche se non aveva niente da perdere era una offesa”.Padre e figlio si erano rivolti all’avvocato Pisani, che gli aveva suggerito di effettuare una visura della propria posizione debitoria ad Equitalia. “Dicono che si tratti di una notifica mai giunta per un errore nel numero civico, ma di procedure svagliate da parte di equitalia ce ne sono tantissime come di ipoteche iscritte per somme inferiori a 8.000 euro ancora imposte a tantissimi contribuenti e non cancellate benchè la legge imponga diversamente. Si tratta di un sistema di riscossione delle imposte medievale che non rispetta il contribuente e a cui la giustizia non riesce a dare risposte”.

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