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Mercoledì 22 Novembre 2017

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Napoli, arriva la patente per i pizzaioli. Ma c’è chi dice “No”

I maestri della pizza: patente? mica dobbiamo "guidare il forno"

Napoli (TMNews) – Che sia Margherita, Capricciosa o Napoletana alla pizza è difficile dire di no, ma perché sia una “vera” pizza dev’essere “certificata”: prodotta con ingredienti sani e naturali e , soprattutto, cucinata da un “pizzaiolo patentato”.La Pep, “patente europea per pizzaioli”, prevede una formazione di 120 ore, un esame teorico-pratico e soprattutto un attestato professionale per i neo-pizzaioli, valido in tutta l’Unione europea. Ma non tutti sono convinti della sua efficacia e mentre è in corso alla commissione Industria in Senato l’iter della legge che introduce la Pep, abbiamo fatto un giro tra i pizzaioli di Napoli, patria indiscussa della pizza, per sentire loro cosa ne pensano. Molte regioni, tra cui la Campania, da tempo organizzano corsi professionali per i pizzaioli. Sull’argomento “patente” abbiamo sentito il parere di Claudio Ospite, consigliere regionale e presidente dell’Associazione pizza margherita regina.Chi ha pensato alla legge per la patente da pizzaiolo, ha in mente una figura di un super-pizzaiolo, capace di parlare due lingue e di trasformare i suoi impasti in un’alchimia di profumi e sapori capace di sedurre in modo “standard” i palati di tutto il mondo. Ma è davvero ciò di cui si ha bisogno?

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