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Sabato 25 Marzo 2017

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Caserta, beni confiscati a camorra diventano centri per i giovani

Ostello e centro di aggregazione nelle ville di due ergastolani

Un ostello della gioventù e un centro di aggregazione giovanile: così i beni confiscati alla camorra tornano a nuova vita grazie all’impegno del consorzio Agrorinasce, che riunisce sei comuni della provincia di Caserta, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, San Marcellino, Santa Maria La Fossa e Villa Literno. I due beni che hanno ottenuto il finanziamento da 1 milione e 299mila euro si trovano a Casapesenna: sono due villini confiscati a due condannati all’ergastolo. Il primo, in via Cagliari, apparteneva a Luigi Venosa, conosciuto come O’ cocchiere, il secondo, in via Raffaello, ad Alfredo Zara. I fondi arrivano dal ministero dell’Interno attraverso il PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno 2007-2013. Una vittoria per il consorzio Agrorinasce, nato nel 1998 per rafforzare la legalità in un’area ad alta densità criminale, che gestisce numerosi beni, come spiega l’amministratore delegato Giovanni Allucci.Le due strutture avranno una funzione integrata, con lo scopo di attirare i giovani, favorire gli scambi interculturali e la socializzazione e prevenire fenomeni di disagio giovanile. Nel centro ci saranno una sala lettura, una per incontri e mostre, laboratori di pittura, ceramica e scultura e un caffè letterario.

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