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Mario Monti, l’economista bocconiano che studiò col Nobel Tobin

Sessantotto anni di Varese, attualmente presidente Bocconi

Milano, 10 nov. (TMNews) – Mario Monti è considerato uno degli economisti italiani più autorevoli. Sessantaotto anni di Varese, fu indicato come commissario Europeo da Silvio Berlusconi nel 1995 e confermato poi da Massimo D’Alema. Il suo nome si lega ad un rigore fermo nella difesa del libero mercato, come testimonia la sua battaglia – condotta da commissario europeo – contro la Microsoft per abuso di posizione dominante. Ora è arrivato anche il riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha nominato senatore a vita. Con l’approdo a Palazzo Chigi a Monti toccherà gestire la transizione del Paese nel dopo-Berlusconi.Economista “duro e puro” formatosi in Bocconi, di cui oggi è presidente, nel suo percorso di studi vanta un incontro importante: quello sui banchi dell’università di Yale con il futuro premio Nobel James Tobin, il padre della tassa sulle transazioni finanziarie. Intorno a lui in Bocconi si raccolgono nomi noti del mondo dell’economia, da Guido Tabellini, attuale rettore dell’ateneo milanese, a Roberto Alesina, tra i promotori del sito lavoce.info, fino a quel Nouriel Roubini che con i suoi tweet ha picconato il premier Berlusconi e il suo delfino Angelino Alfano nei giorni della crisi di governo. Ma Monti è anche un convinto europeista: lo ha sempre ribadito nei suoi editoriali sul Corriere della Sera, lo esplicitò quando fresco di nomina a Commissario Ue fu definito da Pannella rappresentante dei poteri forti: “Di poteri forti – disse – non ne conosco. Tranne uno, l’Europa”.

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