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Venerdì 24 Marzo 2017

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Alluvioni nel Messinese, due anni dopo nulla è cambiato

Fondi per 180 milioni inutilizzabili un'ordinanza sbagliata

Lavori che procedono a rilento e fondi bloccati. A Giampilieri e Scaletta Zanclea, i paesi del Messinese colpiti dall’alluvione del 2009, due anni dopo, le opere di ricostruzione sono minime e la fase di messa in sicurezza non è mai cominciata. Ai margini del torrente Racinazzo la paura degli abitanti rimane, come il ricordo di quella notte che causò 37 vittime. Gennaro Giovanni 74 anni, non può ancora tornare nella sua abitazione.Eppure i fondi per la ricostruzione ci sono, come spiega il sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio. Cifre, racconta il sindaco, che non possono essere impiegate per problemi burocratici, ordinanze sbagliate e una difficile gestione del territorio. “Io sindaco di Scaletta non sono stato nominato soggetto attuatore, quindi non ho avuto la possibilità di stabilire nel mio territorio cosa andava fatto e cosa non andava fatto. Abbiamo dovuto “subire” le decisioni di tecnici e persone competenti, però tante cose io non le ho condivise”. Per gli abitanti di Scaletta Zanclea, come Pietro Mattina che, nella sua abitazione vicino al torrente Racinazzo coltiva i rarissimi Arnoni, una soluzione immediata però ci sarebbe.

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