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Mercoledì 28 Giugno 2017

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Le mani della camorra sul “caro estinto”, l’allarme di Sepe

Il cardinale: per alcuni morte è motivo di arricchimento illecito

“La morte per alcuni è diventata motivo di arricchimento illecito, trasformandosi in un vero e proprio sistema affaristico per la camorra e la malavita che, come sempre, colpisce i più deboli”. A dirlo è l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe durante la messa celebrata in occasione della ricorrenza di Ognissanti nel cimitero di Poggioreale. Chiaro il riferimento al cosiddetto “racket del caro estinto” che trasforma i lutti in occasioni di lucro per i clan camorristici, attraverso connivenze all’interno degli obitori e il controllo – diretto e indiretto – delle imprese di pompe funebri. Quello a cui fa cenno Sepe è il complesso sottobosco di affari illeciti che spesso, approfittando del dolore e della debolezza emotiva di chi ha subito una perdita, fa in modo di dirottare l’organizzazione di funerali e servizi accessori (dall’acquisto dei fiori, al trasporto, alla scelta delle bare) verso aziende collegate alla malavita organizzata. “Il cardinale Sepe fa appelli che noi condividiamo – ha sottolineato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – sono cose sulle quali già lavoriamo per impedire alla camorra di infiltrarsi ovunque e in questi 5 anni si vedranno progressi notevoli”.

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