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Giovedì 30 Marzo 2017

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Ustica, il giudice: Dc9 abbattuto da missile o per una collisione

Il tribunale di Palermo: un'azione da guerra nei cieli italiani

Non c’era alcuna bomba sul Dc-9 dell’Itavia esploso nei cieli di Ustica la sera del 27 giugno 1980, causando la morte delle 81 persone a bordo; l’aereo fu abbattuto nel corso di una vera e propria azione da guerra nei cieli italiani, senza che le autorità competenti intervenissero. E’ quanto ha stabilito il tribunale civile di Palermo che ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale il giudice Paola Proto Pisani ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al maxi-risarcimento di 100 milioni di euro ai familiari delle vittime. Basandosi su perizie pre-esistenti, il giudice ha ritenuto “provato – si legge nel documento – che l’incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto ed il Dc9”.

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