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Martedì 28 Marzo 2017

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Processo Meredith, Raffaele e Amanda sorridenti in aula

Accusa e periti ancora ai ferri corti. Pm: procedura corretta

Raffaele e Amanda ancora in aula a Perugia, tra sorrisi e volti rilassati, mentre è muro contro muro tra accusa e periti al processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Da una parte ci sono i periti superpartes richiesti dalla corte d’Appello e dall’altra l’accusa dei pm Mignini e Comodi. Per l’ennesima volta si discute sulla quantità minima di dna per un’identificazione certa sui reperti chiave come il coltello – presunta arma del delitto – e il gancetto del reggiseno della vittima, che potrebbe inchiodare o scagionare i due ex fidanzati. Il perito Vecchiotti ha ribadito che i profili genetici esaminati in prima istanza, che hanno poi portato alla condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, non sono scientificamente accertabili a causa della scarsità del dna individuato. Il pm Manuela Comodi ha contestato queste considerazioni sostenendo che la procedura per il rilevamento del dna fatta in primo grado è corretta. Le difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, che sostengono l’innocenza dei due ex fidanzati, si sono però dette contrarie all’acquisizione per documenti che risalgono ad oltre 3 anni fa. La sentenza di secondo grado è attesa entro la fine della settimana, e non si escludono colpi di scena.

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