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Giovedì 23 Novembre 2017

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Reggio Calabria, il nuovo carcere è pronto ma manca la strada

La struttura è all'avanguardia, ma resta cattedrale nel deserto

Trecento posti, struttura all’avanguardia, laboratori per le attività lavorative interne, campi da calcio, aree verdi: ecco un modernissimo carcere di massima sicurezza. Ma Ad Arghillà, zona collinare a nord di Reggio Calabria, il carcere – di fatto completato – non è mai entrato in funzione. Il perché è presto detto: mancano gli alloggi di servizio, la caserma per la polizia penitenziaria; l’edificio servizi, ma soprattutto manca l’allacciamento stradale per collegare il plesso demaniale alla carreggiata del centro abitato di Arghillà e i relativi impianti fognari, idrici e di illuminazione. Ma non solo: le abitazioni costruite per ospitare il personale sono già state utilizzate per la dislocazione di alcune famiglie rom. L’idea di dotare Reggio Calabria e l’intera regione, di una nuova casa di reclusione, nasce nel 1988, inizialmente doveva essere un carcere di massima sicurezza, poi, però, fu “degradato” a semplice casa circondariale. Il costo dell’opera ammonta a 16 milioni di euro.

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