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Venerdì 22 Settembre 2017

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Napoli, a Pianura commercianti e imprenditori uniti contro racket

Nasce un'associazione per dire no alle estorsioni della camorra

Le vetrine ancora danneggiate dai proiettili per ricordare anche ai clienti gli abusi subiti, e poi cartelli e striscioni per denunciare e dire “Basta” al pizzo. Siamo a Pianura, quartiere dell’estrema periferia ovest di Napoli, dove 62 commercianti e imprenditori, hanno aderito al “patto antiracket” sottoscritto con la prefettura.Le prime denunce, soprattutto dei cantieri edili – dove, a seconda delle zone, ogni tanto si presentava il camorrista di turno a chiedere il pizzo – hanno gettato le basi per creare una vera e propria associazione di solidarietà che ha siglato un accordo con le forze dell’ordine. Un cartello avverte i possibili estorsori che ora quel posto è monitorato contro il racket. Giorgio Baiano, presidente dell’associazione. Il patto antiracket prevede una sorta di obbligo morale, da parte delle vittime del pizzo o anche di furti e rapine, di denunciare, supportati dall’associazione, l’episodio alle forze dell’ordine in modo da consentire una rapida identificazione degli estorsori e, magari, il loro arresto.

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