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Scola, discepolo di don Gius, nuovo arcivescovo di Milano -scheda

Prima volta di un Patriarca Venezia a diocesi più grande d'Europa

Angelo Scola è la nuova guida della diocesi di Milano, la più grande d’Europa. Dopo nove anni alla guida della chiesa ambrosiana, infatti, Dionigi Tettamanzi va in pensione e lascia il posto al cardinale Scola, già Patriarca di Venezia. Una cesura netta per la diocesi milanese. Con il cardinale Martini prima e con Tettamanzi poi, la Chiesa di Milano ha infatti respirato un’aria progressista, dove l’integrazione sociale e il dialogo interreligioso hanno rappresentato gli assi portanti. Scola, invece, si presenta ai fedeli della diocesi milanese come un vescovo conservatore, discepolo di quel don Giussani che a Milano ha lasciato una forte impronta con Comunione e Liberazione. 70 anni il prossimo novembre, figlio di un camionista e di una casalinga, il cardinale Scola rappresenta il primo caso di un Patriarca di Venezia che diventa arcivescovo nella chiesa ambrosiana. La sua nomina a capo della Chiesa Ambrosiana aveva suscitato qualche perplessità negli ambienti milanesi, del cattolicesimo e non solo: oltre ad essere un segnale di discontinuità, Scola rappresenta un interlocutore importante per una parte del potere lombardo, quello ciellino che ha in Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, un esponente di punta. Ma quello che ha pesato sulla scelta dell’ormai ex Patriarca di Venezia è l’influenza del suo maggiore sponsor: Papa Benedetto XVI in persona, con cui Scola vanta una conoscenza quarantennale nata intorno alla rivista Communio e coronata, ora, dalla nomina ad arcivescovo di Milano.

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