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Napoli, Sepe: la camorra non metterà le mani sui nostri giovani

Patto tra Curia, sindacati e imprese contro disoccupazione

Sottrarre i giovani napoletani al mercato della camorra. E’ l’appello che il cardinale Crescenzio Sepe ha lanciato in occasione del Giubileo del lavoro in una Napoli che lotta contro il cancro della criminalità. “Vogliamo gridare, con tutta la forza che abbiamo, che non consentiremo mai alla camorra di mettere le mani su uno dei nostri giovani o dei nostri padri di famiglia”, ha detto Sepe durante la presentazione dell’iniziativa. Il primo atto di questo Giubileo del lavoro è un patto tra la Chiesa e i sindacati per arginare la piaga della disoccupazione giovanile. A sottoscriverlo oltre alla Curia c’erano il segretario della Cgil Susanna Camusso, il collega della Cisl Raffaele Bonanni e Anna Rea, segretario campano della Uil, insieme alla vicepresidente di Confindustria Cristiana Coppola. Il Giubileo del lavoro a Napoli è stata l’occasione per denunciare ancora una volta il potere dei clan camorristi sulla città. “Nel nostro territorio esiste un’azienda che non ha nessuna intenzione di chiudere i battenti, e anzi mostra con orgoglio i suoi fatturati per chiamare a raccolta nuove leve preferibilmente le più giovani. Questa azienda – ha detto l’arcivescovo di Napoli – è la camorra, l’unica azienda che deve essere chiusa”.

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