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Giovedì 23 Marzo 2017

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Pozzuoli, detenute al lavoro per produrre il caffè Lazzarelle

Artigianale e senza additivi, frutto del lavoro di cooperativa

Hanno scelto il nome Lazzarelle, come a Napoli vengono chiamate le ragazzine un po’ discole e vivaci, un modo ironico per autodefinirsi e definire il frutto del proprio lavoro: sono le detenute del carcere femminile di Pozzuoli, riunite in una cooperativa che da circa un anno produce caffè. Un progetto di recupero sociale finanziato dalla Regione Campania. Paola Maisto è la presidente.Le detenute si occupano di tutto il processo di lavorazione, scandito in fasi: la materia prima grezza arriva nei sacchi, il caffè viene poi miscelato con una ricetta segreta, tostato, portato nei silos a degassificare, macinato, ricondotto di nuovo a degassificazione e poi imbustato.Il caffè Lazzarelle è artigianale, senza additivi, e attento all’ambiente: la nuova busta è in materiale plastico totalmente riciclabile, a differenza delle classiche confezioni che non possono essere buttate nella plastica ma vanno nella raccolta indifferenziata. Inoltre, insieme al caffè, in promozione vengono vendute le borse realizzate con i sacchi: originali ma soprattutto ecologiche.

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