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Giovedì 22 Giugno 2017

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Napoli, la moglie del negoziante suicida: “Città malata”

Don Vittorio non vittima di pizzo e usura, ma di crisi economica

“Vittorio Sanniola non era soggetto a nessun pizzo o usura. Lo griderò finchè avrò fiato, nulla di tutto questo ci appartiene! Questi episodi, purtroppo, sono certamente una cancrena che affligge molte persone che non hanno più neanche gli occhi per piangere, ma non era il caso di mio marito”. Sono le parole di Adriana, vedova del commerciante morto suicida a Napoli il 10 febbraio scorso, affidate a una lettera aperta. “Vittorio sapeva bene i suoi doveri quali fossero – continua – il suo gesto nasconde solo e unicamente una difficilissima situazione economica le cui cause sono e devono rimanere esclusivamente private”. Nessuna storia di pizzo e usura dietro il suicidio, dunque, ma una crisi economica che affligge i negozianti napoletani: nella lettera ci sono parole dure. “Sono grata a coloro che possono aver colto, in questa tragedia pura e semplice, lo spunto per portare avanti una battaglia contro quelle che sono le piaghe reali e determinanti che affliggono questa città malata, abbandonata a se stessa e vessata da continui soprusi da parte delle varie amministrazioni”.

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