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Lunedì 20 Novembre 2017

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Agrigento, il giorno dopo l’agguato la reazione degli abitanti

La commozione soprattutto per il ferimento del bambino

Santa Elisabetta, il giorno dopo. La rabbia e le emozioni degli abitanti di questo paese in provincia di Agrigento, teatro della sparatoria nella quale sono rimaste ferite tre persone, tra cui un bambino di sei anni che è ricoverato in gravi condizioni a Palermo. Le reazioni delle persone che si incontrano per strada sono diverse: c’è chi preferisce non parlare dell’accaduto, chi invece ricorda il piccolo ferito, in un borgo catapultato di botto al centro della cronaca nazionale.Un paese dove si conoscono tutti, e dove i volti delle persone rimaste coinvolte nella sparatoria sono familiari. Le vittime dell’agguato, un giovane di 30 anni, il fratello di 17 e il bambino, sono state sorprese dai colpi di fucile mentre attraversavano questa strada di campagna in jeep: sul selciato ci sono ancora i segni delle gomme. A dare l’allarme dopo la sparatoria è stato il guidatore, che è riuscito a tornare a casa. I colpi sarebbero stati esplosi da una collinetta lontana circa un centinaio di metri. L’agguato non avrebbe una matrice mafiosa: gli inquirenti tendono a escludere i rapporti di parentela tra i feriti e il boss Salvatore Fragapane, notizia diffusa subito dopo il fatto.

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