lunedì 16 gennaio | 23:40
pubblicato il 02/dic/2016 07:32

Trump sceglie l'ex generale James Mattis per il Pentagono

È stato capo dell'esercito Usa in Medio Oriente fino al 2013

Trump sceglie l'ex generale James Mattis per il Pentagono

New York, 2 dic. (askanews) - Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto il segretario alla Difesa. Sarà il generale in pensione James Mattis. Lo ha annunciato lo stesso Trump parlando dall'Ohio, dove è iniziato il suo "thank you tour", una serie di comizi per ringraziare gli elettori. Mattis ha guidato l'esercito americano nel Medio Oriente fino a quattro anni fa, quando ha lasciato il servizio. Un problema, visto che la legge impone che il capo del Pentagono debba aver abbandonato il suo ruolo attivo nelle forze armate almeno da sette anni. Per questo, oltre alla conferma della nomina, il Congresso dovrà dare il via libera per bypassare la legge federale. Prima di Mattis, Capitol Hill ha dato l'ok a una scelta del genere solo una volta, nel 1950 quando fu nominato alla Difesa il generale George C. Marshall. Mattis, 66 anni, si è ritirato dalla guida del Central Command - la divisione che gestisce le operazioni americane nel Medio Oriente - nella primavera del 2013. Per decenni ha prestato il suo servizio nei Marines ed è conosciuto come uno dei leader militari più influenti della sua generazione. Dal suo ritiro ha collaborato alla Hoover Institution, un think tank della Stanford University, e in passato ha già avuto esperienze di consulenza strategica. Come Donald Trump anche Mattis crede che gli Stati Uniti debbano avere una posizione più forte nei confronti dei nemici stranieri, in prima fila l'Iran. "Il regime iraniano è la singola e più duratura minaccia alla stabilità e alla pace nel Medio Oriente", ha detto in un intervento ad Aprile sostenendo che spesso lo si dimentica focalizzandosi solo su al Qaeda e sul gruppo dello Stato islamico. Mattis ha anche detto più volte che il prossimo presidente americano avrebbe "ereditato un casino" e che l'accordo sul nucleare firmato dall'amministrazione Obama non fermerà Teheran nella sua corsa verso la bomba atomica, al massimo rallenterà il processo. C'è infine il nodo dell'Alleanza atlantica. Dal 2007 al 2010 Mattis ha avuto un ruolo di rilievo all'interno della Nato, con il compito di migliorare la collaborazione militare degli alleati. Forse questo elemento potrebbe mitigare le posizioni di Trump che ha più volte detto che gli alleati non destinano abbastanza risorse alla Nato. A24/Pau/Int9

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