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pubblicato il 02/dic/2016 10:34

In Italia è allarme demografico, Censis: senza stranieri rischio è declino

Il 50esimo Rapporto Censis: gli anziani il 22% della popolazione

In Italia è allarme demografico, Censis: senza stranieri rischio è declino

Roma, 2 dic. (askanews) - "Nell'ultimo anno l'allarme demografico ha raggiunto il suo apice e senza gli stranieri il rischio è il declino": lo evidenzia il Censis, nel capitolo dedicato a "sicurezza e cittadinanza" del 50esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, anno 2016. Infatti - avverte il Censis - diminuisce la popolazione (nel 2015 le nascite sono state 485.780, il minimo storico dall'Unità d'Italia a oggi), la fecondità si è ridotta a 1,35 figli per donna, gli anziani rappresentano il 22% della popolazione e i minori il 16,5%. Quindi "senza giovani né bambini, il nostro viene percepito come un Paese senza futuro". E "lo testimonia anche il boom delle cancellazioni dall'anagrafe di italiani trasferitisi all'estero, che nel 2015 sono stati 102.259: una cifra praticamente raddoppiata negli ultimi quattro anni e che ha avuto una crescita del 15,1% solo nell'ultimo anno". Così, "in un Paese in cui la piramide generazionale si è rovesciata, gli stranieri rappresentano un importante serbatoio di energie", evidenzia il Censis, illustrando i dati: dal 2001 a oggi la popolazione è aumentata del 6,5%, raggiungendo gli attuali 60.666.000 abitanti, e questa crescita è stata tutta determinata dalla componente straniera, che è quasi triplicata negli ultimi quindici anni (+274,7%). Secondo l'istituto, i dati parlano: "Immaginare un'Italia senza stranieri vorrebbe dire pensare a un Paese con oltre 2,5 milioni di minori e under 35 in meno". Se accanto ai dati del bilancio demografico - prosegue il Censis - si analizzano le previsioni sull'andamento futuro della popolazione, emerge che nel 2030 avremo una popolazione di 61.605.000 individui, in aumento dell'1,5% rispetto a oggi. Tale crescita sarà però l'effetto di una diminuzione dei cittadini italiani del 5,6%, per cui nel 2030 saremo complessivamente 52,5 milioni, e di una crescita dell'81,1% dei cittadini stranieri, che diventeranno oltre 9 milioni, vale a dire il 14,8% dell'intera popolazione. Tra questi, i minori stranieri saranno quasi 2 milioni e rappresenteranno il 21,6% del totale dei minori. Il quadro previsionale vede una diminuzione degli under 18 (-10% nei dieci anni considerati), una tenuta dei millennials (+0,7%), una riduzione degli individui di età compresa tra i 35 e i 64 anni (-3,9%), e una crescita del contingente più anziano (+21,6%). "In altre parole - conclude il 50esimo Rapporto Censis - l'effetto combinato del prolungamento della vita media e dell'omologazione dei comportamenti demografici degli stranieri a quelli degli italiani, se non affrontato da politiche di sviluppo e di disincentivo della 'fuga altrove', potrebbe determinare, anche nel futuro, una situazione di ristagno per il nostro Paese". Red/Gtu/Int9

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