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pubblicato il 25/mar/2015 11:49

Grasso: troppi rinvii su anti-corruzione, ora finalmente in aula

Corruzione mette in pericolo democrazia

Grasso: troppi rinvii su anti-corruzione, ora finalmente in aula

Roma, 25 mar. (askanews) - "Finalmente in questi giorni siamo riusciti a dare avvio al dibattito parlamentare alla legge sulla corruzione, dopo tanti, troppi rinvii". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenuto stamattina a Montecitorio al convegno su 'Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale'. "La corruzione - ha avvertito l'ex procuratore antimafia - è il principale strumento utilizzato dalle mafie transnazionali per garantire i propri affari e condizionare interi governi; abbatte la competitività internazionale delle imprese e del Paese; disincentiva gli investimenti dall'estero; infine, sottrae risorse alla spesa sociale e così accentua le diseguaglianze, mettendo in pericolo democrazia e coesione sociale e allontanando dalla cittadinanza attiva larghe fasce della popolazione, specie le più giovani, consegnandole alla marginalità e all'incertezza". Per Grasso occorre anche "ridurre le opportunità criminali inavvertitamente generate da legislazioni caotiche e ridondanti, soprattutto in materia di appalti e di procedure pubbliche"."Insomma servono prevenzione e repressione insieme. L'una non esclude ma anzi impone l'altra", ha aggiunto. "I dati sulle condanne per i reati 'dei colletti bianchi', corruzione, peculato, riciclaggio, falso in bilancio, dimostrano - ha riportato ancora Grasso - che il rischio penale è infinitamente più basso di quello legato ai delitti più tradizionalmente commessi dalle mafie, nonostante tutti siano concordi nel segnalare un aumento esponenziale del fenomeno. Questa è la ragione per la quale mi sono impegnato così energicamente per rafforzare la risposta sanzionatoria e preventiva dello Stato". "In quasi mezzo secolo di impegno contro le mafie ho compreso che sono necessarie buone leggi, strumenti legali e operativi per le forze di polizia, la magistratura e le istituzioni. Necessarie - ha detto - ma non sufficienti. Si impone una trasformazione culturale nella gestione della cosa pubblica; un ritorno alla cura dell'interesse generale, ai bisogni dei deboli, degli ultimi; la realizzazione di progetti strategici per il futuro del Paese. Di questo non può che incaricarsi la politica, alla quale - è il monito del presidente del Senato - si richiede un vero sussulto etico". Arc MAZ

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