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pubblicato il 13/gen/2017 10:40

Fca, Marchionne: "Nessuna frode" e il titolo reagisce in Borsa

L'Ad ribadisce che con c'è nulla di assimilabile al caso Volkswagen.

Fca, Marchionne: "Nessuna frode" e il titolo reagisce in Borsa

Roma, 13 gen. (askanews) - "Non abbiamo commesso alcuna frode. Il nostro caso non è in nulla assimilabile a quello di Volkswagen. Non permetteremo a nessuno di discutere la moralità della nostra azienda. Da mesi discutiamo con Epa e con le autorità che ci hanno chiesto molto materiale sul funzionamento dei nostri motori. Le nostre emissioni sono riportate chiaramente, tutto è alla luce del sole". L'ad di Fca, Sergio Marchionne, in un'intervista a Repubblica, ribadisce che il gruppo non ha violato nessuna regola e assicura che non ci sarà nessun impatto sugli obiettivi del piano industriale. "Volkswagen ha montato un dispositivo che era in grado di distinguere quando l'auto si trovava al test e quando si trovava su strada. Il nostro software si comporta sempre allo stesso modo. Chi ci paragona al gruppo tedesco ha fumato qualcosa di illegale", sottolinea. Ai dirigenti degli enti di controllo che lo accusano di aver "tentato di aggirare le regole", replica: "Questa è la cosa che mi fa incavolare di più. Se mettono in dubbio la mia coerenza morale, posso sopravvivere. Ma non tollero che lo si faccia sulle spalle delle decine di migliaia di persone che lavorano nella nostra azienda". "La tempistica colpisce. Evidentemente c'era qualcuno all'Epa che doveva chiudere il dossier, fare pulizia sulla scrivania prima dell'arrivo della nuova amministrazione. Ma voglio sperare che non sia una vicenda politica. A Obama, alle sue scelte, Chrysler deve la rinascita. In ogni caso - afferma il ceo di Fca - noi continuiamo a confrontarci con tutti, anche con la prossima amministrazione Trump. Lo si poteva fare serenamente, come è accaduto in questi mesi. Non c'era bisogno dei toni moralistici che sono stati usati". "L'Epa ha cominciato a chiederci chiarimenti su dispositivi installati sui nostri motori. Noi abbiamo risposto puntualmente. I nostri motori diesel sono realizzati soprattutto da tecnici europei che sono abituati alle norme europee. E' possibile che questo abbia creato dei problemi. Non credo che fossero questioni insormontabili o che abbiano avuto un peso particolare in questa storia", sottolinea. E sull'ipotesi di una multa fino a 4,6 miliardi di dollari e sul rischio di non raggiungere quindi gli obiettivi del piano industriale e finanziario al 2018, Marchionne assicura: "Confermo gli obiettivi del piano, questa vicenda non avrà impatto sui nostri programmi. Discuteremo in questi giorni con le autorità Usa le proposte per il nostro piano di omologazione del 2017. Se verranno accettate, le nuove regole potranno servire anche a risolvere i problemi legati ai modelli del periodo 2014-2018". Intanto, Fca ammessa alle negoziazioni brilla a Piazza Affari guadagnando poco più del 7%. Cam

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