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Mercoledì 11 settembre 2019 - 17:23

“Golf4Autism”, primo seminario FIG per i maestri

Gian Paolo Montali: "Iniziativa per uno sport aperto a tutti"
“Golf4Autism”, primo seminario FIG per i maestri

Roma, 11 set. (askanews) – Il green contro tutte le barriere e strumento d’inclusione sociale. Nato nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2022, “Golf4Autism”, iniziativa per ragazzi affetti da spettro autistico promossa dalla Federazione Italiana Golf guidata dal presidente Franco Chimentim in collaborazione con l’associazione di volontariato “Una breccia nel muro” e il supporto del circolo romano Archi di Claudio Golf Club – e sviluppata da “Golfprogram”, è ormai una realtà. Il nuovo modulo ad hoc per l’inserimento dei ragazzi con spettro autistico è stato oggetto di un seminario al Golf Nazionale di Sutri (Viterbo) organizzato dalla FIG con il patrocinio della PGAI – per i maestri di golf. L’inclusione sociale è tra i punti fondamentali del Progetto Ryder Cup 2022 diretto da Gian Paolo Montali. L’Open d’Italia per L’inclusione – In occasione della Pro Am del 76°Open d’Italia, in programma il 9 ottobre all’Olgiata Golf Club di Roma, un team di giocatori paralimpici scenderà in campo insieme a uno dei campioni in gara per dimostrare che sul green, grazie all’handicap di gioco, non esistono barriere. “Golf4Autism” – afferma Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022 – è una chiara dimostrazione di come il Progetto Ryder Cup 2022 guardi oltre gli orizzonti. Questa iniziativa si aggiunge a quelle riguardanti l’Open d’Italia disabili e il Campionato Mondiale per non vedenti. Il seminario di Sutri segna un momento importante verso l’edizione italiana della sfida Usa-Europa in tema d’inclusione sociale. E certifica il fatto di come il golf sia uno sport per tutti. Un grazie ai docenti del corso e un plauso alla FIG e a tutte le persone che, ancor prima che nascesse, hanno lavorato a questa iniziativa che procederà su scala nazionale e che quindi abbraccerà tutto il Paese. L’augurio è che, anche in futuro, possa esserci grande partecipazione e interesse non solo da parte dei tecnici ma anche di persone addette alla gestione di ragazzi meno fortunati per rendersi conto di come, questa disciplina, sia propedeutica e funzionale”.

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