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Martedì 14 novembre 2017 - 13:41

Malagò: “Se fossi in Tavecchio mi dimetterei”

"ma le condizioni per commissariare la Figc non ci sono"
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Roma, 14 nov. (askanews) – “Se fossi in Tavecchio mi dimetterei”. Lo ha detto oggi a Roma il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla mancata qualificazione della Nazionale italiana al mondiale di calcio a margine della presentazione del nuovo stadio dell’Atalanta. Malagò ha poi aggiunto: “Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse, e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei”. Malagò poi aggiunge: “E’ stata una triste serata sportiva, siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati”. Per il presidente del Coni “negli anni delle vacche grasse, dove sono arrivati anche risultati importanti, se ci fosse stata attenzione, lungimiranza e logica probabilmente le società avrebbero quasi tutte uno stadio di proprietà”. Su un possibile commissariamento aggiunge: “Oggettivamente in Figc non ci sono gli strumenti procedurali per procedere a un commissariamento. Un uomo di istituzioni deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buonsenso con quelle che sono le norme. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono”. La sfera delle competenze e delle responsabilità oggettive, per Malagò però è sotto gli occhi di tutti. “Non succedeva dal 1958 che l’Italia non si qualificava a un Mondiale e va detto pure che allora ci andavano 16 squadre e invece oggi c’erano più possibilità. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati”. Da Malagò uno sguardo a tinte cupe sul calcio italiano: “dall’Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche lì c’è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. Ci sono stati investimenti, attenzione e interesse al mondo del calcio femminile, ma anche lì l’Italia manca da sempre a una grande manifestazione”.

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