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Venerdì 15 settembre 2017 - 17:18

Da 22 settembre VitaDAaMare, 100 ragazzi disabili in barca a vela

si imbarcheranno a Porto Rotondo con sessanta accompagnatori
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Milano, 15 set. (askanews) – Venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 settembre circa cento ragazzi disabili segnalati da associazioni della Lombardia e della Sardegna si imbarcheranno con oltre sessanta tra accompagnatori, volontari, esperti velisti, medici e operatori sanitari, a Porto Rotondo, grazie alla collaborazione dello Yacht Club, della Marina e del Consorzio di Porto Rotondo con l’assistenza della Guardia Costiera. È il risultato di “VitaDAaMare”, iniziativa promossa da Claudio Pedrazzini e patrocinata dal Consiglio regionale della Lombardia che coinvolge associazioni del lodigiano, di Paullo e di Legnano.

“Nel lavoro di elaborazione di proposte normative e misure socio-assistenziali nel campo della disabilità occorre sempre partire non dalla teoria, ma dalla persona umana e dal suo bisogno reale e concreto” ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, “e un plauso va sicuramente alle associazioni promotrici e coinvolte in questa iniziativa, che lavorano quotidianamente mettendo al centro la persona e la sua unicità. Iniziative come queste dimostrano il grado di maturità e di civiltà di un popolo e soprattutto testimoniano ancora una volta il grande cuore dei lombardi”.

“VitaDaaMare è partita otto anni fa grazie all’idea di un gruppo di amici che ha voluto condividere la passione per la barca a vela con persone con abilità diverse – ha aggiunto Pedrazzini, capogruppo di Forza Italia -. Così è nato qualcosa di unico rivolto non solo ai ragazzi speciali, ma a tutti coloro che si mettono a disposizione degli altri con grande sensibilità. Quest’anno i nostri ragazzi avranno a disposizione ben 18 imbarcazioni dai 14 ai 18 metri. La scelta della vela non è casuale: si tratta di un’attività che a bordo impegna tutti, costringendoli a vivere gomito a gomito 24 ore su 24, dalla navigazione in mare aperto ai pasti al riposo in porto, stimolando le capacità di aggregazione e di fare squadra”.

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