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Giovedì 19 novembre 2020 - 12:35

Edoardo Bennato torna a graffiare tra canzonette e canzonacce

"Non c'è" è il nuovo lavoro fatto di inediti e grandi classici
Edoardo Bennato torna a graffiare tra canzonette e canzonacce

Milano, 19 nov. (askanews) – Un ritorno e un progetto artistico importante e graffiante per Edoardo Bennato che propone al pubblico “Non c’è” è il nuovo album la Sony Music (Legacy Recordings), disponibile da venerdì 20 novembre nei digital store e pubblicato su cd e su doppio vinile.

In “Non c’è” sono forti le due anime rock dell’artista: la versione della “prima ora” e quella strettamente attuale. Senza bavaglio, Edoardo Bennato canta le contraddizioni della società, il “mistero della Pubblica Istruzione”, l’universo femminile – sempre presente nella sua letteratura – e l’ironia “bennatiana” è attualizzata ed esasperata fino al paradosso. Già dalla copertina, “Non c’è” si sfoglia come un quotidiano che uscirà domani mattina e si legge come il manifesto della realtà.

“Mi sono convinto a fare un album con 24 canzoni e mi sono divertito a ricantare le mie canzoni come “Un bravo ragazzo” che sembra scritta oggi” ha esordito così Edoardo Bennato.

Frasi come “Salviamo il salvabile” e “Una di notte c’è il coprifuoco” rimbalzano dalle prime pagine e nei titoli dei TG diventando le “cantilene” di questi giorni; cosi tanti altri ritornelli di canzoni vecchie e nuove di questo album.

“Non sono solo pezzi storici, sono pezzi complementari a quelli di oggi, le canzonette di allora sono complementari alle canzonacce di oggi” ha spiegato Edoardo raccontato come è nato il successo del primo album “Non farti cadere le braccia” che venne censurato. “Farei volentieri a meno di parlare del passato quando “Non Farti cadere le braccia” venne squalificato, il ragazzo del video di “Non c’è” è come me quando scesi in piazza a cantare le mie canzoni punk, solo che lui non voleva fare successo, io ho sempre voluto farcela”.

Bennato ha raccontato l’Italia e la sua società in questi quarant’anni, “è un paese diviso, col passare del tempo il divario tra il nord e il sud si accentua e si arriva a una situazione critica” ha detto Edoardo ironizzando anche sul Governatore della Campania che ha detto avrebbe potuto essere la spalla di Totò per le sue sparate quotidiane.

Con Clementino, Bennato canta “L’uomo nero” contro il razzismo e per raccontare la tragedia dei migranti. “Su questo pianeta non ci sono razze diverse ma una unica che si è modificata nel viaggio attraverso le latitudini del pianeta, da pelle scura ai biondi pelle diafana. Il razzismo è un’infezione che trova forza nella paura delle masse, che temono l’invasione di migranti”.

Bennato non è stato mai convenzionale, è un cantautore “sempre più” contemporaneo, “sempre sul pezzo”: sarcastico, provocatore, ora direttore di un giornale ideale che racconta il futuro, con la sua capacità di leggere ciò che è stato e di anticipare i contenuti di ciò che sarà. Non sono poi finiti i riferimenti alla situazione politica. “Non possiamo far altro che ironizzare per affrontare gli aspetti nevrotici, critici della realtà, in questa italietta strapazzata e strapazzante. Al di la delle critiche e delle provocazioni io mi considero un privilegiato, per questo sono solidale con chi ha una situazione più difficile della mia. Spero che la pandemia da covid ci insegni a riflettere anche se non mi piace parlarne”.

Le canzoni di un tempo acquistano un suono nuovo, grazie agli ottimi arrangiamenti e al sound della band di Edoardo, ma c’è anche spazio per collaborazioni come quella in “Perchè” con Morgan, di cui Edorardo ha una grande stima.

Otto i brani inediti in “Non c’è”, quindici i brani di repertorio che hanno segnato la carriera artistica di Edoardo Bennato, tra i più geniali cantautori della scena musicale italiana. “Non sono mai stati conciliante e non lo sarò mai, sono un rinnegato, un qualunquista che fa rock” ha concluso Bennato. Il disco è stato pensato e realizzato a Napoli, luogo ideale per trarre ispirazione e creare musica; dove la realtà si palesa, nel bene e nel male.

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