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Giovedì 25 luglio 2019 - 02:03

Giffoni: comprensione e rispetto ricetta contro il bullismo

Presentato al Festival il progetto didattico "Cinemascuola Lab"
Giffoni: comprensione e rispetto ricetta contro il bullismo

Milano, 25 lug. (askanews) – Comprensione e rispetto sono la parola d’ordine contro il bullismo, parola di giurati del Giffoni Film festioval. Guai a chiamarli “piccoli giurati”, gli Elements +6 del 49esimo festival del cinema per ragazzi in corso a Giffoni Valle Piana (Sa), sono una vera e propria rock band che, con entusiasmo e vivacità, ha salutato i propri ospiti sulle note di “We Will Rock You” degli intramontabili Queen in occasione della presentazione dei lavori del progetto didattico CinemaScuola Lab – Cinema per la Scuola. L’appuntamento ha visto la partecipazione degli alunni della scuola primaria “Don Luigi Milani” di Giffoni e del Centro Istruzione Adulti, CPIA, di Salerno.

“Con gli occhi degli altri” e “Con gli occhi degli altri news” sono i titoli dei cortometraggi che hanno catturato l’attenzione della giuria, il cui fine è stato quello di sensibilizzarli all’inclusione sociale attraverso l’abbattimento del bullismo. Il progetto, infatti, è nato dalla volontà di favorire il rispetto, la comprensione e la tolleranza nel gruppo sviluppando, negli adulti del futuro, la consapevolezza e la capacità di tutelarsi nelle relazioni.

“La diversità non è un valore. È l’uguaglianza il valore della diversità”, queste le parole del digirente scolastico del “Don Milani”, Daniela Ruffolo, che si è detta soddisfatta del risultato di questa esperienza: “I nostri bambini e ragazzi, sono riusciti a creare un mondo bellissimo, fatto di amicizia e di comprensione ma soprattutto di arricchimento reciproco. Si sono divertiti tantissimo nella recitazione che gli ha permesso di sviluppare al meglio la propria creatività e arricchire il proprio bagaglio personale”.

“Siamo davvero molto felici – le ha fatto eco Giuseppe Cosentino, referente del CPIA – è stata una vera e propria opportunità per i nostri ragazzi che, provenendo da diversi Paesi del mondo, sono riusciti a sentirsi a casa e a integrarsi al meglio alla nostra identità culturale”.

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