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Venerdì 17 marzo 2017 - 17:41

Gabriella Grasso live a Milano col nuovo album “Vussia Cuscenza”

Apre i concerti del tour "Eco di Sirene" di Carmen Consoli
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Roma, 17 mar. (askanews) – Un’anima latina, cresciuta tra le note di Edith Piaf, jazz e lirica. Un timbro inconfondibile, profondo e carnale. Un passato tra studi di musica classica e teatro. Un inizio nel rock, a Milano, per poi spostarsi tra le onde del folk nel mare della sua Catania. La passione per l’Argentina e il tango, che con la Sicilia condivide melodie e armonie.

E’ Gabriella Lucia Grasso, che presenta il suo nuovo album “Vussia Cuscenza”, uscito lo scorso 3 marzo per la Narciso Records, etichetta indipendente e tutta al femminile fondata nel 2002 da Carmen Consoli. Ed è proprio con la “Cantantessa”, a cui è legata da amicizia e collaborazione artistica, che Gabriella Lucia sta presentando la sua nuova opera, cantando in apertura del tour “Eco di Sirene” di Carmen Consoli, che il 20 e 21 marzo arriva a Milano. Grasso sarà accompagnata sul palco del Teatro Dal Verme dalla chitarra classica di Denis Marino.

Seguiranno le tappe il 29 marzo a Napoli (Teatro Augusteo), il 30 marzo a Bari (Teatro Petruzzelli), il 31 marzo a Lecce (Teatro Politeama Greco), l’11 aprile a Palermo (Teatro Biondo), il 12 e 13 aprile ad Agrigento (Teatro Pirandello), il 14 aprile a Messina (Auditorium Palacultura Antonello).

“Vussia Cuscenza” è un lavoro in cui ritrovare il cammino complesso dell’artista, tra musica tradizionale della sua Trinacria, il tango e la bossanova. Un lavoro in cui traspare una particolare attenzione all’identità femminile, percepibile fin dalla prima traccia “Pippineddu”, appassionata ode alla bellezza della donna.

Nell’orizzonte di un ideale dialogo fra Sicilia e Argentina, l’album è una malìa sonora che incanta l’ascoltatore e lo trascina nel vortice di dodici brani in cui gli strumenti della tradizione mediterranea (mandolino, bozouki greco) e latinoamericana (guitalele, requinto e bandoneon) si fondono con la modernità dei synth e delle chitarre elettriche per restituire un innovativo intreccio armonico, tra gusto retrò e sensibilità contemporanea. Suoni rock, pronunce jazz, strofe serrate in una scrittura naturalmente barocca che esplode nella creazione di un’immagine dietro l’altra, metafora dopo metafora, al ritmo incalzante della canzone popolare. (Photo credit: MicMac)

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